Storia Mission

LA STORIA E LA MISSION

La Storia della Casa di Riposo “La Fraternità” incomincia con l’apertura di un reparto per non autosufficienti voluto dalla Parrocchia a disposizione di tutta la comunità; era il 7 ottobre del 1974 quando arrivarono le suore tanto attese per dare il via all’attività: Suor Alfonsa e Suor Apollonia cominciarono ad occuparsi degli ospiti bisognosi di cure e attenzioni.

In una sola settimana arrivarono 15 domande di ricovero; nel giro di breve tempo furono assunte una cuoca ed una persona addetta alle pulizie; nel corso degli anni più di 20 suore si sono succedute nell’assistenza alla Casa di Riposo. La cronaca è riportata nei foglietti parrocchiali e la Casa di Riposo “ente religioso senza fini di lucro” ancora oggi ne è orgogliosa.

Legati allo spirito della fondazione, l’obiettivo è rimasto quello di ospitare ed assistere senza fini di lucro persone anziane sole o non più in condizioni di vivere in famiglia, garantendo assistenza anche a persone che in qualsiasi momento si possano trovare in condizioni di difficoltà, accogliendo soprattutto ospiti dal territorio e dai dintorni che così non perdono i legami con la loro comunità, puntando sempre a rispettare obiettivi quali:

• Garanzia di elevata qualità assistenziale per offrire agli Ospiti un’assistenza qualificata;

• Ricerca di ottimali livelli di salute;

• Sviluppo della capacità funzionale dell’Ospite;

• Approccio globale alla persona con interventi mirati;

• Formazione continua del personale per sostenere la motivazione e la rivalutazione della preparazione professionale;

• Razionalizzazione delle spese.

L’Ente, senza tralasciare tutti quegli interventi necessari alla completa fruizione della Casa ed al comfort personale di ognuno, intende improntare la propria “mission” in modo tale che i servizi erogati siano confacenti a principi guida tali da rendere centrale la persona. In questa centralità va inserito il rispetto degli assistiti, la partecipazione degli Ospiti e delle famiglie, l’imparzialità dell’azione organizzativa ed amministrativa, l’uguaglianza nell’accesso delle prestazioni.

Il contesto di queste azioni è uno spazio di vita “familiare”, dove si riserva una particolare attenzione al rispetto della persona, della sua intimità e, ove possibile, delle abitudini di vita.